E’ online un “Corso sulle competenze digitali” ideato e gestito da Veronica Mattana. Ve lo proponiamo

CAGLIARI SARDEGNA EUROPA MONDO  Tagged 14 Commenti »

La dott.ssa Veronica Mattana
Psicologa del Lavoro, Ph.D
ha allestito la sezione e-learning nel suo sito web e ha messo online il primo corso.
E’ un corso sulle competenze digitali, pensato un po’ ad ampio spettro per chi vuole iniziare a partecipare attivamente alla vita online, che ha la necessità sia di costruirsi una reputazione, sia di tutelare la privacy.
E’ un corso di base avanzato, propone sia un quadro teorico nel quale si spiegano le dinamiche e i processi sui social media, sia pratico in quanto fornisce una guida su procedure e comportamenti da adottare.
Ha un costo di 10 €, più che ragionevole per chi deciderà di seguirlo.

Il link al corso è questo:
http://elearning.lablavoro.com/namaste-course/internet-intelligente1-conoscere-comunicare-cooperare

Nel blog è a questo link:
http://lablavoro.com/internet-intelligente-corso-formazione-online/

Mentre sulla pagina FB è il primo dei post:
https://www.facebook.com/lablavoro?ref=bookmarks

Veronica Mattana
Psicologa del Lavoro, Ph.D

La Cultura ci salverà

Giovani, Lavoro  Tagged Nessun Commento »

pensa toreCome affrontare la situazione sarda? Investiamo in e sulla Cultura, a partire dall’istruzione e dall’educazione
di Franco Meloni su Aladinews*

“La Cultura ci salverà”: salverà il Mondo, l’Europa, l’Italia, la Sardegna, le nostre città e i nostri paesi… Non automaticamente, certo, ma se ci crediamo e se ci impegneremo come persone e organizzazioni, a tutti i livelli, questa affermazione potrà/dovrà tradursi in opere e pensieri davvero salvifici. Ma cos’è la Cultura? Per i ragionamenti che seguiranno possiamo accontentarci di una sintetica e pertanto riduttiva definizione: “insieme di conoscenze e di pratiche acquisite che vengono trasmesse di generazione in generazione e che ovviamente si accrescono nel tempo”. La nostra riflessione sulla Cultura qui attiene soprattutto alla sua componente fondamentale “istruzione/educazione”, riferita alla situazione sarda. In questa direzione: se è vero che vogliamo che la Cultura e in essa la sua componente essenziale dell’istruzione/educazione possano operare per dare sviluppo e benessere alla Sardegna dobbiamo innanzitutto prendere atto della situazione e attrezzarci per migliorarla, riconoscendo evidentemente quanto di buono già si fa.
I pochi dati esposti nelle tabellle sotto riportate sono sufficienti a dare conto della situazione dell’istruzione in Sardegna confrontati con i dati complessivi dell’Italia. Ci accorgiamo che i valori sono complessivamente bassi in Italia, e, ancora di più, in Sardegna, specie se confrontati con i dati dei più virtuosi paesi dell’Europa e del Mondo.
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cultura 2 NC
Mettiamo in evidenza come in Sardegna vi siano ben 300mila persone con la sola licenza elementare o con nessun titolo di studio (il 20,6% della popolazione presa in considerazione). Anche se il livello delle conoscenze non è misurato totalmente dai titoli formali, il dato è comunque significativo e pertanto preoccupante, considerato che comunque segnala l’inadeguatezza della preparazione delle persone rispetto alle esigenze delle attività lavorative e della vita associativa.

Se poi ci riferiamo in particolare ai giovani, è pertinente definire la situazione disastrosa. Al riguardo citiamo ancora una volta il Rapporto Crenos 2016, che afferma che il tasso di abbandono scolastico è tra i più elevanti in Italia, e la percentuale di giovani inattivi, in costante crescita. Nel 2014, il 29,6% dei ragazzi e il 17% delle ragazze in età 18-24 anni ha abbandonato gli studi e oltre il 27% dei giovani tra i 15 e i 24 anni (30,6 per i ragazzi e 24,7% per le ragazze) non studia e non lavora (i c.d. NEET – Not in Education, Employment and Training).

Giustamente i recenti rapporti Caritas sulle povertà hanno inserito questi giovani tra i nuovi poveri, segnalando la necessità di robusti interventi risolutivi. I quali, peraltro, sono chiaramente proposti da più parti, ma praticati in misura decisamente insufficiente. Tra gli interventi in corso di realizzazione è giusto ricordare per la Sardegna il Progetto Iscol@, l’efficacia del quale non è ancora possibile verificare.

Riteniamo utile a questo punto riepilogare dette proposte, che si articolano in sette ambiti di intervento (informando che provengono da operatori ed esperti dell’ambito Caritas, Cnos-Fap dei Salesiani e della pastorale giovanile Cei, che per i Neet si avvalgono delle elaborazioni del prof. Dario Nicoli, docente di sociologia dell’Università Cattolica di Brescia).
1. Lavoro e inserimento lavorativo:
- attivare, anche attraverso incentivi economici, percorsi di inserimento lavorativo, attraverso l’avviamento d’impresa ed esperienze formative e lavorative;
- rilanciare l’istituto dell’apprendistato, in raccordo con il sistema delle imprese e i centri di formazione professionale.
2. Formazione professionale:
- prevedere un uso integrato degli strumenti disponibili: tirocini, voucher, alternanza scuola-lavoro, apprendistato, ecc., per puntate alla crescita personale e professionale;
- sostenere la partecipazione ai corsi Iefp (istruzione e formazione professionale), finalizzati al conseguimento di qualifiche spendibili a livello nazionale e comunitario.
3. Scuola-educazione:
- fare in modo che la formazione scolastica sia più aderente alle necessità del mondo del lavoro, trasmettendo la cultura positiva del lavoro;
- costruire percorsi educativi, formali e informali, di aggiornamento a tutoraggio, con attenzione alle esigenze dei giovani in condizione di povertà o disagio sociale.
4. Orientamento, accompagnamento e tutoraggio:
- avviare azioni di orientamento già a partire dalla scuola media, tramite metodologie e strategie attive di orientamento professionale;
- rivolgere attenzione particolare ai territori maggiormente trascurati da progettualità investimenti, garantendo relazioni positive con genitori e famiglie.
5. Cultura, risorse e territorio:
- valorizzare la presenza dei luoghi positivi di aggregazione (oratori, istituzioni di istruzione e formazione professionale, scuole popolari, associazioni, società sportive, ecc.);
- sviluppare reti territoriali tra soggetti del sistema educativo e del sistema economico, integrando politiche di istruzione, formazione e lavoro.
6. Attenzione – supporto alla persona:
- progettare interventi personalizzati di recupero dei Neet in prospettiva educativa, puntanti sulla ripresa dell’iniziativa e dell’intraprendenza personale;
- favorire esperienze di abitazione-coabitazione autonoma o altre soluzioni di “sgancio” dalla famiglia di origine, anche prevedendo forme di alleanza tra giovani.
7. Welfare – assistenza sociale:
- necessità di sostegno al reddito per favorire lo studio dei ragazzi in situazione di povertà economica;
- politiche per le famiglie, attraverso agevolazioni fiscali, borse di studio e sostegni per l’acquisto di testi o strumenti didattici.
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C’è molto da fare e le energie per intervenire non mancano: occorre organizzarle in una logica di solidarietà intergenerazionale.
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* Articolo pubblicato sul n. 23 del 25 dicembre 2016 del periodico Nuovo Cammino della Diocesi di Ales-Terralba.
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Riflessioni

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logo_monstero_di_boseLa risposta al contagio
di ENZO BIANCHI priore del Monastero di Bose
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CAGLIARI SARDEGNA EUROPA MONDO  Tagged 1 Commento »

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Cagliari, un “amore mio” da coltivare

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- La pagina fb dell’evento.

Cagliari, un “amore mio” da coltivare

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ca amio 2cagliariamoremioCagliari, un “amore mio” da coltivare. Idee per ripensare Cagliari in Sardegna, nel Mediterraneo, in Europa.
- Lunedì 21 novembre, alle ore 17,30 sala conferenze della Fondazione di Sardegna, in via San Salvatore da Horta, Cagliari. Convegno-dibattito promosso dall’associazione culturale Stampaxi, con Enrico Corti, Francesca Cabiddu, Paolo Fadda, Francesco Bachis, Patrizia Manduchi. Con il coordinamento di Aldo Lino.

Impegnati per il NO

NO nel referendum costituzionale  Tagged Nessun Commento »

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No comitato sardoNO sardo

La terza missione dell’Università – L’Università come agorà

SARDEGNA e CULTURA, SARDEGNA-EUROPA  Tagged 4 Commenti »

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di Franco Meloni, direttore di Aladinews*

E’ di questi giorni la notizia che la Regione Sarda cofinanzierà – utilizzando i fondi europei, con un investimento di 1 milione e 200mila euro, totale ripartito nei prossimi tre anni – l’attività del progetto Contamination Lab dell’Università di Cagliari, giunto quest’anno alla quarta edizione (1). Il ContaminationLab (Clab) aiuta i giovani studenti, di diverse appartenenze disciplinari, a ipotizzare e praticare nuova impresa legata ai saperi appresi o comunque sviluppati in ambito universitario. E’ solo un buon esempio, tra i tanti, della realizzazione della “terza missione” dell’Università, che affiancandosi alle altre due missioni canoniche della ricerca scientifica e dell’alta formazione, mette a sistema capacità e conoscenze al servizio del territorio.

Ma non ci basta, perchè quantunque oggi risulti evidente lo sforzo dell’Università di impegnarsi in tale direzione, se ne coglie ancora una persistente inadeguatezza rispetto alle esigenze della nostra società, tanto da giustificarsi tuttora l’accusa di sua eccessiva autoreferenzialità, che ne limita le potenzialità. E invece la nostra società ha bisogno come il pane delle conoscenze – elaborate, in parte importante, seppure non in esclusiva, al suo interno – che complessivamente costituiscono un fattore indispensabile per lo sviluppo dei territori e per il benessere delle comunità. E allora, cosa chiedere di più all’Università rispetto a quanto già fa positivamente? Innanzitutto di sviluppare la capacità di ascolto dei cittadini, delle imprese, delle amministrazioni e dell’associazionismo, moltiplicando al riguardo le occasioni di confronto, oltre le sedi formali. E, in conseguenza, di adeguare la sua offerta formativa e la sua presenza nel sociale. In pratica, come efficacemente sostiene Pietro Greco, giornalista di Rocca, “significa che nell’aprirsi l’Università si proponga come una «nuova agorà», una delle piazze della democrazia partecipativa (dove i cittadini si riuniscono per documentarsi, discutere e decidere) e della democrazia economica (dove non solo le grandi imprese attingono conoscenza per l’innovazione, ma i cittadini tutti acquisiscono i saperi necessari per il loro benessere, per la loro integrazione sociale, persino per una imprenditorialità dal basso)… superando l’ambito, riduttivo, del trasferimento di conoscenze per l’innovazione tecnologica e costituendo «reti sociali» con associazioni, centri culturali, enti locali, cittadini, lavoratori, imprese (piccole, medie e grandi)… promuovendo la nascita di un’intera costellazione di nuovi attori culturali, che si interfacciano con la società, e dall’altra sviluppando nuova conoscenza intorno ai rapporti scienza e società, con appositi centri interdisciplinari di ricerca” (2). – segue – Continua con la lettura »

Il Sindaco di tutti tra i condizionamenti di destra e le tentazioni di politiche di sinistra

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o-circo-seuratlampada aladin micromicro Su Aladinews.
Massimo Zedda è il Sindaco di tutti i cagliaritani. Di chi lo ha votato (39.900 voti sui 80.917 votanti, questi ultimi pari al 60,20% degli aventi diritto, precisamente 134.408 iscritti alle liste elettorali); di chi non lo ha votato; di chi si è astenuto o non ha proprio partecipato al voto (53.491 elettori). Se vogliano essere precisi è stato dunque votato dal 29,69% degli aventi diritto al voto (134.408). Ha vinto al primo turno avendo totalizzato con 39.900 voti il 50,86% (% calcolata sui voti validi ai candidati a sindaco e non sui voti validi complessivi). C’è da dire che Massimo ottiene 5.831 voti in più del totale dei voti alle liste che lo appoggiavano, contrariamente al suo maggiore antagonista Massida che ha ottenuto 1370 voti in meno del totale dei voti alle liste che lo sostenevano. Il successo personale del Sindaco peserà nella formazione della sua Giunta, cioè nella ripartizione degli incarichi assessoriali tra le varie formazioni che lo hanno sostenuto. Il successo della coalizione di centro sinistra e l’affermazione personale del Sindaco, che lo ha sicuramente fortemente incentivato, gli potranno consentire una certa relativizzazione del potere contrattuale delle formazioni non proprio di centro-sinistra, anzi con forti caratterizzazioni di destra che facevano parte della coalizione. Ci riferiamo specificamente al Psdaz, che ha ben saputo fiutare l’aria nel decidere il salto sul carro di quello che era considerato il probabile vincitore della contesa elettorale. L’acuta analisi di Carlo Melis, contenuta in un suo articolo apparso ieri (10 giugno) sulla News Sardegna Soprattutto, se è assai realista per quanto riguarda i probabili sviluppi della situazione politica cagliaritana e sarda, non lascia spazio a possibili seppur meno probabili esiti di segno positivo o, perlomeno, meno negativo. Invece, le stesse “aperture” del Sindaco Zedda verso la candidata sindaco dei 5 stelle Antonietta Martinez e perfino la sua “visita” al banchetto della raccolta-firme del Referendum contro l’Italicum e la riforma costituzionale, possono essere lette come interesse a lasciare aperte ipotesi diverse da quelle che Renzi vuole imporci (verso la costruzione del partito della Nazione). Indubbiamente Massimo Zedda possiede grandi capacità politiche, comprese quelle di opportunismo politico, senza voler dare a queste un segno necessariamente negativo. Lo ha dimostrato scoraggiando l’arrivo a Cagliari di Renzi e della Boschi, circostanza che gli avrebbe fatto perdere almeno 5 punti e che pertanto lo avrebbe costretto al ballottaggio con Piergiorgio Massidda. Peraltro tale valutazione è riconducibile direttamente a Massimo in un verosimile confronto con Pigliaru, quest’ultimo attendibilmente favorevole alla calata di Renzi e/o di Maria Elena Boschi. Certo è che oggi la confusione regna e domani ancor più regnerà sovrana, tutto sommato favorendo e rafforzando il potere di Massimo Zedda. Saprà e vorrà lui utilizzarlo per politiche di sinistra? Vedremo. Ma non a parole, perché politiche di sinistra significano cose precise, quali: interventi per i ceti meno abbienti, case popolari, allargamento del consenso sia tramite gli istituti della democrazia partecipativa, sia rompendo la pratica deleteria del “cerchio magico”, che premia troppo spesso i mediocri e lascia fuori persone competenti che non rinunciano allo spirito critico.

* dati del Ministero degli Interni.

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La realtà è altro dalla rappresentazione
di Carlo Melis, su SardegnaSoprattuto.
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Il voto di domenica 5 giugno: amministrative? Si ma con forti contenuti politici

CAGLIARI SARDEGNA EUROPA MONDO  Tagged 10 Commenti »

Ferula per 5 6 16lampadadialadmicromicro1Franco Meloni, direttore di Aladinews.

Domenica si vota a Cagliari e in molte altre città e in molti paesi della Sardegna e dell’Italia. Sono elezioni amministrative, per eleggere sindaci e consiglieri comunali, ma, come sempre, hanno valore politico. E’ giusto così. Perché l’amministrazione di una città o di un paese non può prescindere dalla gestione più generale della cosa pubblica ai diversi livelli istituzionali. Per questo, per fare un esempio, è importante sapere cosa pensano i diversi candidati della riforma costituzionale Renzi-Boschi-Verdini e certo non ci piace chi si schiera a favore di tale nefasta riforma e neppure chi ambiguamente non si schiera subito per il NO. Per diverse ragioni. Una di queste è che se le modifiche passassero al vaglio referendario si verificherebbe un sostanziale mutamento nei rapporti tra le autonomie locali e lo Stato. Nel senso che si tornerebbe ad un accentramento di poteri in mano allo Stato, nella catena di progressiva spoliazione dei poteri dalle periferie verso un centro sempre più lontano, anche dallo Stato e dall’Unione Europea (si veda il progetto di Trattato del commercio internazionale che ci consegna alle Multinazionali). Le riforme istituzionali anche ai nostri livelli ridimensionano i principi di sussidiarietà, cioè della partecipazione dei cittadini al governo della cosa pubblica a partire dai livelli a loro più vicini, come l’amministrazione del proprio paese o della propria città. Occorre allora contrastare questo disegno, purtroppo pesantemente in attuazione. Lo dobbiamo fare e già lo facciamo, difendendo gli spazi di democrazia e di libertà, che in grande parte coincidono con la partecipazione popolare. Noi che siamo contro “l’uomo (o la donna) forte al comando” e avversi a ogni deriva autoritaria dell’“uomo (o della donna) della provvidenza”, siamo invece a favore del “popolo forte”, che attraverso gli strumenti della democrazia partecipa alla vita e ai destini della propria comunità. Questo principio della “democrazia partecipativa” è il vero discrimine tra le diverse proposte politiche presentateci. Per quanto riguarda Cagliari, la più convincente ci è sembrata quella di “Cagliari Città Capitale” che ha come candidato Sindaco Enrico Lobina. Crediamo (e auspichiamo) in un successo elettorale di questa Coalizione non solo per i programmi scritti nei siti web e nelle diverse pubblicazioni distribuite in questi giorni, ma per avere, personalmente e come Aladinews, seguito le molte iniziative in cui sono stati illustrati i contenuti delle proposte politiche (servizi sociali, abitazioni, immigrazioni, cultura, identità, strumenti di partecipazione, economia della città e della regione…), praticando l’ascolto della gente (una bocca per parlare e due orecchie per ascoltare). Ovviamente non essendo Aladinews una formazione politica, ma solo un piccolo giornale di opinione, votate chi volete, anche delle altre formazioni politiche, nelle quali sono presenti donne e uomini di valore, ma il nostro consiglio è di scegliere quanti attendibilmente continueranno a esserci dopo le elezioni e continueranno ad ascoltarvi/ci perché convinti che la sovranità appartiene al popolo, come recita in modo bello e chiaro la nostra (attuale) Costituzione repubblicana. Non deleghiamo a nessuno per quanto possibile il nostro futuro. In conclusione, pensando alla nostra Sardegna, ci piace riportare ancora una volta il pensiero di un grande patriota sardo, Giovanni Maria Angioy, che ci proietta in un possibile futuro migliore, a condizione di disporre di una classe dirigente (a tutti i Giovanni Maria Angioy Memoriale 2livelli) adeguata. Ed è quanto dobbiamo impegnarci a ricercare nella scelta delle persone migliori anche nell’odierna scadenza elettorale.
«Malgrado la cattiva amministrazione, l’insufficienza della popolazione e tutti gli intralci che ostacolano l’agricoltura, il commercio e l’industria, la Sardegna abbonda di tutto ciò che è necessario per il nutrimento e la sussistenza dei suoi abitanti. Se la Sardegna in uno stato di languore, senza governo, senza industria, dopo diversi secoli di disastri, possiede così grandi risorse, bisogna concludere che ben amministrata sarebbe uno degli stati più ricchi d’Europa, e che gli antichi non hanno avuto torto a rappresentarcela come un paese celebre per la sua grandezza, per la sua popolazione e per l’abbondanza della sua produzione.»
In calce riportiamo anche le linee programmatiche essenziali (4 grandi temi) che hanno caratterizzato la nostra presenza nella campagna elettorale, rammaricandoci di non aver conseguito l’obbiettivo di raggruppare in un’unica Coalizione le diverse liste al di fuori dei blocchi di potere del centro destra e del centro sinistra. Sarà per altre occasioni, che pur a breve si presenteranno. Almeno speriamo. (Franco Meloni, direttore di Aladinews)
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